Eventi

29.06.2009, ore 13:00 - MILIARDARI DELL'HOTELLERIE

Quello degli alberghi deluxe è un mondo particolarmente prospero e veloce nella crescita del proprio capitale. Lo dimostra l’esempio del Principe d’Arabia Saudita, Alwaleed Bin Talal Alsaud, che dopo aver pagato  l’Hotel Four Seasons George V di Parigi 150 milioni di dollari lo ha visto raggiungere la stima di ben 750 milioni.
Ma un hotel può divenire anche un’esclusiva dimora, come nel caso del miliardario svizzero  Karl-Heinz Kipp che dopo aver venduto la catena Massa di sua stessa fondazione, ora vive “a metà” nel suo Tschuggen Grand Hotel, sulle Alpi Svizzere.
Un mondo di miliardari un po’ proprietari e un po’ clienti che si estende per tutto il globo, offrendo non solo ospitalità vacanziera, ma un vero lifestyle con cottage privati, suite eccezionali e green prestigiosi per gli amanti  de golf. Due esempi? Il magnate del  Sandy Lane Hotel alle Barbados (10/ma posizione con un patrimonio netto di 1 miliardo di dollari), l’irlandese Dermot Desmond, possiede un country club che a dicembre ospiterà il Campionato del Mondo di Golf – Coppa del Mondo, mentre il tedesco Sap – cofondatore del Four Seasons Domaine de Terre Blanche in Provenza -  per 300 giorni all’anno dispone  di sole e di un’accademia del golf per perfezionare il suo swing (pari merito al gradino più basso della top ten con 1.1miliardi di dollari di patrimonio).
Ma alcuni degli hotel miliardari nascondono a loro volta una ricca tradizione storica. Il Monkey Island Hotel, classe 1840, appartiene a Khalaf Ahmed Al Habtoor, un barone delle costruzioni proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, il cui patrimonio è stimato intorno ai 2.3 milioni di dollari (settimo nella classifica secondo Forbes). Localizzato sulla sua isola privata nel mezzo al Tamigi e accessibile solo a piedi o via barca, il nome “Monkey” risale al XII secolo e, in particolare, ai monaci che si dice utilizzassero l’isola per la pesca. Quindi non un’isola per “scimmie” ma di monaci (-monks). Nel ‘700 il soffitto della Monkey Room venne dipinto con immagini di scimmie ma successivamente la Regina Alessandra conferì un tono royalty, dando il via a una tradizione di ospiti illustri a partire dalla cerimonia del te sul prato dell’hotel con i suoi bambini all’inizio del XX secolo.


Archivio

Pagina: 1 2